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Urbanistica temporanea: l’uso temporaneo di spazi inutilizzati in attesa di sistemazione defintiva

DiProgetto Bastia

Dic 28, 2023

Articolo scritto il 31/12/23
Foto – 8 1/2 istallazione temporanea, progetto di Orizzontale, collettivo architetti, Roma – https://www.orizzontale.org/portfolio_page/8-%c2%bd/

Nota di aiuto: per la comprensione di termini tecnici consulta il Glossario dei termini urbanistici

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Introduzione
Nella città di Bastia sono presenti in prossimità del centro storico o zone limtrofe, vastissime aree di industrie dismesse, cantieri non completati, immobili abbandonati. Questo stato di fatto perdura in alcuni casi da mezzo secolo in altri da decenni al punto tale che non è azzardato sostenere che tutto questo è ormai entrato nella percezione collettiva come un paesaggio urbano familiare entrato nelle abitudini di vita e dunque non più colto come elemento degno di attenzione. Ci siamo abituati.
Una di queste aree è proprio l’area dell’ex Mangimificio Mignini-Petrini da cui parte l’idea di questo n° 6 del nostro magazine.
Nell’esaminare questo stato di cose, bloccato nel tempo senza alun esito per i motivi più disparati, ci siamo chiesti se non fossero pensabili soluzioni anche momentanee di riqualificazione del paesaggio urbano, in attesa che si realizzino progetti, vecchi o nuovi che siano, che diano un assetto definitivo a quelle aree.
La soluzione già sperimentata in molte città in Italia e nel mondo è data dalla cosiddetta Urbanistica temporanea o Tattica.
In questo articolo raccogliamo vari contributi utili per una cognizione minima del tema a cominciare dal Testo unico dell’Edilizia che, con l’art. 23 quater, norma proprio l’uso temporaneo di aree degradate. Positiva in questa direzione è l’approvazione da parte del Consiglio Comunale di Bastia, nel novembre scorso, del “Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione comunale per la cura, la rigenerazione e la gestione condivisa dei beni comuni urbani”

Indice

  1. L’articolo 23 quater del Testo unico dell’Edilizia
  2. Comune di Bastia Umbra: Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione comunale per la cura, la rigenerazione e la gestione condivisa dei beni comuni urbani
  3. Dal riuso temporaneo all’urbanistica tattica. Esperienze partecipate per ripensare gli spazi urbani. Tesi di Laurea di Lorena Di Maria
  4. Agricoltura Urbana come strategia per la riqualificazione urbana: il caso del progetto Ur.C.A. per il riuso temporaneo di aree inutilizzate, di Chiara Casazza
  5. Comune di Napoli, Assessorato all’Urbanistica: delibera su usi temporanei e urbanistica tattica
  6. Roma e Bologna: casi di urbanistica temporanea

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1 – L’articolo 23 quater del Testo unico dell’Edilizia

Teso unico dell’Edilizia, Decreto del Presidente della Repubblica n° 380, 2001
Art. 23-quater. Usi temporanei (articolo introdotto dalla legge semplificazioni, L. n.120/2020)

  1. Allo scopo di attivare processi di rigenerazione urbana, di riqualificazione di aree urbane degradate, di recupero e valorizzazione di immobili e spazi urbani dismessi o in via di dismissione e favorire, nel contempo, lo sviluppo di iniziative economiche, sociali, culturali o di recupero ambientale, il comune può consentire l’utilizzazione temporanea di edifici ed aree per usi diversi da quelli previsti dal vigente strumento urbanistico.
  2. L’uso temporaneo può riguardare immobili legittimamente esistenti ed aree sia di proprietà privata che di proprietà pubblica, purché si tratti di iniziative di rilevante interesse pubblico o generale correlate agli obiettivi urbanistici, socio-economici ed ambientali indicati al comma 1.
  3. L’uso temporaneo è disciplinato da un’apposita convenzione che regola:
    a) la durata dell’uso temporaneo e le eventuali modalità di proroga;
    b) le modalità di utilizzo temporaneo degli immobili e delle aree;
    c) le modalità, i costi, gli oneri e le tempistiche per il ripristino una volta giunti alla scadenza della convenzione;
    d) le garanzie e le penali per eventuali inadempimenti agli obblighi convenzionali.
  4. La stipula della convenzione costituisce titolo per l’uso temporaneo e per l’esecuzione di eventuali interventi di adeguamento che si rendano necessari per esigenze di accessibilità, di sicurezza negli ambienti di lavoro e di tutela della salute, da attuare comunque con modalità reversibili, secondo quanto stabilito dalla convenzione medesima.
  5. L’uso temporaneo non comporta il mutamento della destinazione d’uso dei suoli e delle unità immobiliari interessate.
  6. Laddove si tratti di immobili o aree di proprietà pubblica il soggetto gestore è individuato mediante procedure di evidenza pubblica; in tali casi la convenzione specifica le cause di decadenza dall’assegnazione per gravi motivi.
  7. Il consiglio comunale individua i criteri e gli indirizzi per l’attuazione delle disposizioni del presente articolo da parte della giunta comunale. In assenza di tale atto consiliare lo schema di convenzione che regola l’uso temporaneo è approvato con deliberazione del consiglio comunale.
  8. Le leggi regionali possono dettare disposizioni di maggior dettaglio, anche in ragione di specificità territoriali o di esigenze contingenti a livello locale.

(fonte https://biblus.acca.it/download/dpr-380-2001-testo-unico-edilizia/)

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2 – Comune di Bastia Umbra: Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione comunale per la cura, la rigenerazione e la gestione condivisa dei beni comuni urbani

Il consiglio comunale del 30 novembre 2023 ha approvato all’unanimità il regolamento che disciplina la cura di beni comuni da parte di cittadini in regime di contributo volontario e gratuito.

I patti tra cittadini ed amministrazione prevedono tra le altre finalità la “valorizzazione temporanea di spazi e immobili di proprietà comunale in attesa di una destinazione d’uso definitiva” nonché l’estensione dello stesso principio a beni privati previo consenso del proprietario

Scarica qui sotto il testo completo dell’articolo (da https://www.comune.bastia.pg.it/c054002/zf/index.php/atti-generali/index/dettaglio-atto/atto/5)

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3 – Dal riuso temporaneo all’urbanistica tattica. Esperienze partecipate per ripensare gli spazi urbani

Tesi di Laurea di Lorena Di Maria
Politecnico di Torino a.a. 2019/2020

Abstract
Gli usi temporanei propongono una nuova riflessione intorno al tema delle trasformazioni urbane e dei rapidi cambiamenti della città contemporanea, mettendo in discussione i tradizionali modelli dell’abitare e del vivere la quotidianità. I tatticismi, intesi come progettualità caratterizzate dalla provvisorietà, dal basso costo e dal carattere spontaneo, dimostrano di essere catalizzatori capaci di arricchire la pianificazione e la progettazione dello spazio urbano attraverso modalità spesso innovative e pionieristiche.

Molteplici denominazioni vengono utilizzate per riferirsi alle emergenti forme di urbanità: dal Tactical Urbanism al Temporary Use, dall’Everyday Urbanism ai filoni del Guerrilla e DIY Urbanism. Per mezzo di queste pratiche edifici in disuso e centri commerciali dismessi, negozi sfitti, spazi pubblici e aree urbane in condizioni di abbandono si trasformano in luoghi aperti alla cittadinanza, innescando impatti positivi e creando nuove economie informali. Nei quartieri sorgono attività culturali e artistiche, spazi per il tempo libero e luoghi per l’associazionismo, promuovendo la valorizzazione di un senso comunitario che rivendica la necessità di costituire un modello di città dove spazi pubblici e privati divengano luoghi della quotidianità. In molti casi queste esperienze sfuggono all’interpretazione degli strumenti amministrativi mentre in altri casi vengono avviati processi partecipati tra Amministrazioni Pubbliche, professionisti e cittadini.

Il lavoro di tesi si occupa di indagare in quale contesto e da quali necessità si sviluppano gli usi temporanei avviati tramite processi bottom-up e quali sono gli effetti della partecipazione che migliorano la qualità della vita di un quartiere o di una comunità. A partire da un’ampia panoramica che descrive le pratiche temporanee odierne, la tesi si occupa di investigare le potenzialità, gli effetti e i limiti di queste esperienze e comprendere in che modo si inseriscono o, all’opposto, rimangono esterne alle politiche istituzionali.

Nello specifico, mi propongo di approfondire i filoni emergenti del Temporary Use e del Tactical Urbanism, attraverso la ricerca, la catalogazione e l’analisi di casi studio a livello internazionale, con una selezione diversificata di esperienze replicabili. L’interesse verso gli usi temporanei è stato stimolato dall’esperienza di tirocinio svolta presso lo studio Public Works di Londra, che vede un approfondimento attraverso l’analisi della rigenerazione dei quartieri dell’East End di Hackney Wick e Fish Island, dove si sono diffuse forme di creatività urbana che propongono nuove riflessioni sugli effetti della temporaneità.

Scarica qui sotto la tesi con licenza Creative Commons Attribution Non-commercial No Derivatives (da https://webthesis.biblio.polito.it/14831/)

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4 – Agricoltura Urbana come strategia per la riqualificazione urbana: il caso del progetto Ur.C.A. per il riuso temporaneo di aree inutilizzate

di Chiara Casazza, 2016 – pubblicato in https://www.urbanit.it

Parigi, orto urbano per la riqualificazione di un’area della città

Cosa è Urban@it
Urban@it, Centro nazionale di studi per le politiche urbane, è un’associazione a cui aderiscono numerose Università italiane (Alma Mater Studiorum Università di Bologna, Politecnico di Milano, Università IUAV di Venezia, Università degli Studi di Firenze, Università di Roma Tre, Università Federico II di Napoli, Politecnico di Bari, Università Milano Bicocca, Università La Sapienza di Roma, Politecnico di Torino, Università degli Studi della Basilicata, Università Commerciale “Luigi Bocconi” di Milano, Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari, Gran Sasso Science Institute, Università degli Studi di Genova, Università degli studi di Torino) e un altro soggetto (Società italiana degli urbanisti SIU). E’ stato costituito il 15 dicembre 2014.

Abstract
Assistiamo oggi allo sviluppo di un trend che investe le città: l’agricoltura urbana. Questa si esplicita con valenze ed espressioni diverse secondo i contesti e, nel caso specifico delle grandi città dell’Europa, si arricchisce di valori quali la sostenibilità sociale, ambientale, economica (Viljoen, 2005) e la ricerca di modelli alimentari alternativi, rispondendo ad esigenze condivise. La produzione agricola, trasportata in contesto urbano, diviene quindi una strategia per la città resiliente grazie a: l’innesco di una rete di attività sociali, ricreative e commerciali, la possibilità di ri- funzionalizzazione di spazi privati e pubblici, di creazione di verde condiviso, la possibilità di integrazione con l’ambiente costruito. In particolare l’agricoltura urbana diviene in alcuni casi una strategia per la riqualificazione di aree inutilizzate o marginali della città, come nel caso dei pocket parks di Londra, anche con interventi di riuso temporaneo dello spazio.
Il contributo vuole analizzare le potenzialità della riqualificazione di aree inutilizzate delle nostre città per la definizione di un network di agricoltura urbana che promuova l’innovazione sociale e lo sviluppo di nuove filiere a km0. Per questo sarà analizzato il caso del progetto Ur.C.A., finanziato dalla Regione Toscana e sviluppato dal centro di ricerca ABITA dell’Università di Firenze.

Scarica qui sotto il testo completo dell’articolo (da https://www.urbanit.it/wp-content/uploads/2016/08/160825-Chiara-Casazza-.pdf)

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5 – Comune di Napoli, Assessorato all’Urbanistica: delibera su usi temporanei e urbanistica tattica

Il Consiglio Comunale di Napoli, con delibera n. 30 del 26 luglio 2022, ha approvato all’unanimità la proposta della Giunta, redatta dall’assessorato all’Urbanistica, su criteri, indirizzi e schema di convenzione per la disciplina degli “usi temporanei ” per gli spazi pubblici e gli immobili di proprietà pubblica, ai sensi dell’art. 23-quater del DPR 380/2001.

Le motivazioni della delibera
La città contemporanea è caratterizzata da processi e trasformazioni complesse che negli ultimi decenni hanno posto all’urbanistica la sfida di ragionare su concezioni del tempo e del futuro diverse da quelle traguardate dal piano regolatore.
La possibilità di fruire di spazi che attendono una nuova identità più duratura può essere coniugata con l’accogliere di domande inesitate di usi urbani, contribuendo così a costruire città più sostenibili.
Per “usi temporanei” intendiamo la possibilità di utilizzare spazi inutilizzati o sottoutilizzati, anche a prescindere dalla destinazione d’uso di piano.
L’uso temporaneo può essere inserito “nel frattempo” che un processo si compia (es. cantieri), tra una dismissione e l’avvento di un utilizzo permanente, o come volano per avviare un processo di rigenerazione e cogliere l’eredità che viene lasciata al suo termine.

Le strategie
Organizzare una risposta tempestiva ad esigenze abitative emergenti offrendo servizi per l’abitare temporaneo
Sperimentare attività di rigenerazione urbana di edifici dismessi e spazi aperti e verdi sottoutilizzati per ricollocare questi all’interno del tessuto urbano attraverso una nuova vocazione territoriale
Ridefinizione degli spazi interstiziali come strategia di riconnessione di parti urbane differenti
Utilizzazione delle aree interessate da rifunzionalizzazioni e trasformazioni urbane durante l’iter amministrativo e il tempo di realizzazione del progetto.

Di seguito il quadro pubblicato nel depliant informativo distribuito dall’Assessorato all’Urbanistica, con riferimenti ad altre esperienze in Italia sugli usi temporanei.
Riportiamo nella sezione successiva gli esempi di Bologna e Roma.

Alcuni esempi di uso temporaneo di spazi urbani e immobili a Londra

Scarica qui sotto la delibera del C.C. e il depliant informativo dell’Assessorato all’Urbanistica (da https://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/45622)

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6 – Roma e Bologna: casi di urbanistica temporanea

Dal depliant divulgativo del Comune di Napoli, sopra esposto, traiamo questi esempi di interventi di rigenerazione urbana effettuati a Roma e Bologna.

Roma

Il Progetto Europeo TUTUR – 2015
Nel 2015 l’amministrazione Marino ha pubblicato il vademecum del progetto TUTUR (Temporary Use as a Tool for Urban Regeneration) sul riuso temporaneo di aree e spazi dismessi di cui pubblichiamo stralci salienti e che è scaricabile per intero alla fine di questa sezione
Il progetto è stato realizzato in sinergia tra l’Assessorato alla Trasformazione Urbana, l’unità operativa Qualità Urbana e Certificazione Energetica/Ambientale del Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica e il Municipio Roma III.

TUTUR è un progetto pilota europeo che ha come obiettivo lo sviluppo di strumenti per permettere e promuovere l’utilizzo temporaneo di aree o edifici abbandonati, snellendone il processo burocratico ed aprendo a nuovi modelli di sperimentazione. Il progetto ha visto coinvolti i Comuni di Roma, Brema e Alba Iulia. La sperimentazione prende spunto da un modello in uso nella città tedesca di Brema, lo Zwischen Zeit Zentrale, che ha promosso il riutilizzo temporaneo di molti immobili abbandonati.
Il progetto TUTUR a Roma ha puntato sulla riattivazione di spazi pubblici in collaborazione con il Municipio III al fine di sperimentare nuove modalità di uso di aree grazie alla collaborazione fra Amministrazione e cittadinanza. Il focus sulle proprietà pubbliche nasce dal fatto che per la prima volta Roma Capitale dispone di un censimento completo degli immobili e delle aree pubbliche, individuati e visualizzati su una mappa che comprende tutte le proprietà del Demanio, di Roma Capitale, della Regione Lazio, della Provincia e di tutti gli altri enti e soggetti pubblici titolari di immobili, che siano terreni o edifici.

Gli interventi realizzati con il progetto

Viadotto dei Presidenti – durata: 3 mesi


Attori locali
Gruppo Renzo Piano G124, Associazione Viadotto dei Presidenti-Greenapsi, Associazione Interazioni Urbane ed il Gruppo di Supporto Locale del Municipio Roma III.
Contesto
Il Viadotto dei Presidenti si trova all’interno del Municipio III, un territorio che si estende tra il fiume Aniene e la Riserva Naturale della Marcigliana nella parte nord-est di Roma. Nasce su un tracciato previsto dal PRG del 1962 ed avrebbe dovuto costituire la testa nord di un sistema viario ad alto scorrimento. Nel 1996 venne realizzato il tratto che unisce Via della Bufalotta al quartiere di Colle Salario con al centro il viadotto tranviario. Di questo asse di trasporto leggero furono realizzati però con doppia sede tramviaria solo 1800 metri e due stazioni complete di banchine e rampe di accesso per i disabili. Dal momento della sua costruzione lo spazio destinato alla ferrovia è stato trascurato e lasciato in abbandono.

Intervento
L’uso temporaneo di tre mesi ha consentito di riattivare lo spazio sottostante il Viadotto dei Presidenti creando un collegamento tra i quartieri separati dall’infrastruttura, la realizzazione di un parco giochi per bambini ed il posizionamento di due containers contenenti una ciclo-officina ed una piccola sala di incontro per le associazioni locali.

Durante l’uso temporaneo dello spazio sono state portate avanti varie iniziative culturali quali concerti, spettacoli teatrali, giochi per bambini, dibattiti ed una mostra fotografica “Periferie Possibili”.

Prospettive
L’interesse su questo spazio ha fatto sì che, grazie a realtà quali il Gruppo Renzo Piano G124, Greenapsi, Brainheartworks e tanti altri cittadini, l’Amministrazione abbia espresso la volontà di destinare parte delle risorse disponibili per il ripristino dello spazio.

Questo percorso longitudinale, barriera fisica tra i quartieri, potrebbe diventare un tracciato strutturante e unificante tra enclaves oggi indipendenti, favorendo a scala territoriale un
parco attrezzato lineare di collegamento ciclabile e pedonale tra il Parco delle Sabine e Talenti. Non solo una connessione fisica tra i quartieri quindi, ma un percorso sociale e di iniziative culturali che può diventare un segno identitario del territorio.

Raccomandazioni per la replicabilità dell’intervento
Grandi infrastrutture abbandonate come il Viadotto richiedono investimenti cospicui per la rigenerazione effettiva, ma l’uso degli spazi anche per brevi periodi può essere uno strumento valido di sperimentazione degli usi previsti prima di destinare le risorse.

Nota su Gruppo Renzo Piano G124
G124 è il codice che identifica una stanza di Palazzo Giustiniani al Senato assegnata all’architetto e senatore a vita Renzo Piano. Appena nominato ha deciso che avrebbe dato un senso alla sua carica occupandosi di un grande progetto per il nostro Paese: le periferie, che sono la città che sarà, la città che lasceremo ai figli. Nel gruppo G124 lavorano con contratto annuale giovani architetti che vengono pagati con lo stipendio parlamentare di Renzo Piano che è stato interamente destinato a questo progetto. Ogni anno gli architetti verranno sostituiti da altri selezionati attraverso un apposito bando. A coordinare il lavoro, oltre allo stesso senatore, ci sono i tutor: architetti, ingegneri, sociologi e psicologi scelti personalmente da Renzo Piano che, volontariamente e senza percepire alcun stipendio, si occupano di seguire i progetti sviluppati dai giovani. Il gruppo lavora su diversi temi che riguardano le periferie: l’adeguamento energetico, il consolidamento e il restauro degli edifici pubblici, i luoghi d’aggregazione, la funzione del verde, il trasporto pubblico e i processi partecipativi per coinvolgere gli abitanti nella riqualificazione del quartiere dove vivono. Non esistono candidature per la selezione del quartiere che sarà studiato dal G124: è il gruppo stesso a vagliare opportunità e possibilità, e a decidere dove concentrare gli sforzi per l’anno.
Il 2024 sarà dedicato alla finalizzazione dei progetti attualmente in corso, a cura delle Università selezionate negli anni passati.
Tutte le informazioni su G124 qui https://renzopianog124.com/

Mercato di Viale Adriatico – durata 3 mesi

Attori locali
Il Comitato Attiva Monte Sacro, gli operatori del Mercato di Viale Adtriatico, l’associazione dei genitori, Retake Roma, AICS, TSPOON ,Eutropian, Cittalia, l’Ambasciata Olandese in Italia, la University of Arkansas Rome Centre, la Biennale dello Spazio Pubblico ed il LabGov dell’Università Luiss Guido Carli.

Contesto
Il Mercato di Viale Adriatico 104, noto come Monte Sacro I, fu costruito nella metà del secolo scorso e non è mai stato ristrutturato. Oltre a presentare problemi di carattere funzionale, essendo composto da un corridoio troppo stretto e da box molto piccoli, in questo momento oltre la metà dei locali risultano sfitti, come spesso accade nei mercati rionali romani, a causa di problemi nel sistema di assegnazioni. Inoltre il mercato presenta problemi di decoro anche nella parte esterna a causa della frammentazione nell’uso degli spazi.

Intervento
A seguito di vari laboratori di partecipazione, di progettazione con gli studenti americani dell’UARC e di professionisti olandesi, è stato redatto un programma per le attività del mercato al fine di riattivarlo. L’uso temporaneo è avvenuto all’interno del mercato assieme agli operatori per sviluppare una grafica comune per i vari banchi, sulla facciata in modo da vivacizzarla e comunicare i prodotti venduti all’interno e all’esterno con la sistemazione degli spazi verdi, la pittura delle superfici ed il posizionamento di arredo urbano assieme alle varie associazioni locali.

Prospettive
L’intervento sul mercato di Viale Adriatico si posiziona all’interno di un dibattito sul futuro dei mercati rionali a Roma. L’uso temporaneo ha avuto il valore di consentire agli operatori
del mercato di sperimentare nuovi usi, orari e modalità di comunicazione oltre che di mettere in connessione le varie realtà associative attive sul territorio. L’entusiasmo scaturito dalla sperimentazione ha fatto in modo che l’amministrazione locale e la cittadinanza potessero avviare un percorso di riqualificazione dello spazio sia in termini funzionali che spaziali.

Raccomandazione per la replicabilità dell’intervento
I mercati rionali di Roma sono spesso sotto-utilizzati per vari motivi fra cui le strutture fatiscenti ma soprattutto per problemi amministrativi legati all’assegnazione dei banchi. Per questo motivo si suggerisce di considerare l’inserimento di usi temporanei al di fuori del sistema di assegnazione dei bandi, che consenta di riattivare gli spazi e ricreare flusso di utenza anche tramite attività diverse da quelle canoniche dei mercati, quali la ristorazione o i servizi alla persona, che potrebbero essere gestiti direttamente dai Municipi.

Scarica qui il vademecum completo del progetto TUTUR (da http://www.urbanistica.comune.roma.it/images/uo-qualita/tutur/tutur-vademecum.pdf )

Bologna

Ex ACI 20 Pietre – 2015-2020

(testo completo in https://territorio.regione.emilia-romagna.it/qualita-urbana/usi-temporanei/mappa-luoghi-ut/luoghi/aci-20-pietre-bo)
Iniziativa di riutilizzo temporaneo come Casa del Popolo nella gestione della transizione della riqualificazione dell’area urbana messa a norma dal POC (Piano Operativo Comunale) del 2015
Il progetto è sviluppato dall’Associazione VentiPietre.

Tipo di attività svolte: Cultura e spettacolo, Aggregazione e protagonismo giovanile,Servizi di quartiere e di comunità,Eventi, esposizioni, intrattenimento,Laboratori artigiani
Modalità di affidamento: Comodato d’uso gratuito, in accordo con curatela fallimentare che aveva in carico l’immobile

Senza Filtro – 2012-2015

(testo completo in https://territorio.regione.emilia-romagna.it/qualita-urbana/usi-temporanei/mappa-luoghi-ut/luoghi/senzafiltro-bo)
Intervento di uso temporaneo nell’Ex SAMPutensili, Bologna
Il progetto è sviluppato dall’Associazione Planimetrie culturali.

L’iniziativa nasce in un’area di proprietà privata (Ex SAMP Utensili) di 12.000 mq. con obiettivi molteplici: da una parte dare continuità alla bonifica culturale iniziata all’ex scalo san Donato (bisogno degli attivatori) e dall’altra di fornire presidio e vigilanza dell’immobile (bisogno della proprietà).

Tipo di attività svolte: Cultura e spettacolo, Aggregazione e protagonismo giovanile, Servizi di quartiere e di comunità, Eventi esposizioni intrattenimento, Sport e tempo libero
Modalità di affidamento: Comodato d’uso gratuito in cambio di vigilanza e manutenzione

Mercato Sonato – in corso da 2015


(testo completo in https://territorio.regione.emilia-romagna.it/qualita-urbana/usi-temporanei/mappa-luoghi-ut/luoghi/mercato-sonato-bo)
Iniziativa di rigenerazione urbana e innovazione sociale a base culturale sviluppatasi all’interno di un ex mercato di Bologna.
Il progetto è sviluppato dall’Associazione Senzaspine.

Il Mercato Sonato è il centro culturale del quartiere San Donato di Bologna, interamente autogestito dall’Orchestra Senzaspine, orchestra giovanile con più di 400 elementi.

Ex-mercato rionale è oggi riqualificato, dopo anni di disuso, come centro polifunzionale e luogo d’incontro dove condividere la cultura in tutte le sue forme. Obiettivo di questo spazio è creare una nuova centralità urbana attraverso il protagonismo della musica classica, dei giovani, delle espressioni creative e delle sperimentazioni. Si intende creare un luogo di riferimento per il quartiere, e partendo dalla periferia, apportare valore all’intera città.

Tipo di attività svolte: Cultura e spettacolo, Aggregazione e protagonismo giovanile, Eventi esposizioni intrattenimento, Produzioni artistiche e culturali